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Mediazione linguistico-culturale

Nasce dalla necessità sempre crescente di comunicare con soggetti stranieri da parte di operatori dei servizi pubblici e privati.

La mediazione linguistico-culturale è una disciplina e una pratica professionale sorta in Italia dal bisogno sentito dagli operatori dei servizi pubblici e privati di rispondere alla necessità di comunicare con un'utenza straniera sempre crescente. Lo studio della mediazione linguistico-culturale si è orientato prevalentemente verso la mediazione orale e, pertanto, come filone di ricerca si inserisce nell'ambito dell'interpretazione di comunità.

Stretti  contatti con il territorio hanno permesso la raccolta di audio e video registrazioni di  interazioni  mediate in ambito sanitario, legale e assistenziale: i dati sono confluiti nel corpus  del  Centro Interuniversitario di Analisi dell’Interazione e della Mediazione (AIM), e costituiscono la base del modello interazionista per lo studio della mediazione linguistica in contesti professionali.  I primi risultati delle ricerche hanno  permesso non solo di ampliare le conoscenze sui meccanismi interazionali e quindi di raffinare il modello teorico, ma anche di fornire rilevanti indicazioni per la formazione dei futuri mediatori e per l’aggiornamento dei mediatori in servizio.

Nell’ambito della mediazione linguistico-culturale particolarmente innovativo è lo studio del Child Language Brokering (CLB), ovvero la mediazione linguistica non professionale a opera di bambini e adolescenti appartenenti a famiglie e/o comunità immigrate.

L'area degli studi sulla mediazione linguistico-culturale ha offerto inoltre spunti interessanti anche per quanto riguarda la ricchezza dell'attività teatrale in lingua, nella formazione di futuri mediatori culturali.